internazionale

Nell’ultimo decennio l’attenzione verso la questione dell’acqua è aumentata costantemente, in tutto il mondo sono state realizzate campagne per il diritto all’acqua e contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Nel luglio 2010 l’Assemblea delle Nazioni Unite ha deliberato una Risoluzione che riconosce l’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari come Diritto Umano. L’acqua viene quindi riconosciuta a livello internazionale come fattore cruciale per la pace, la salute e la democrazia e rappresenta un elemento chiave nelle sfide globali per superare la crisi economica, ecologica e sociale che stiamo vivendo.
La tutela dell’acqua è stata anche una delle principali questioni attorno alla quale si sono riuniti gruppi di esperti, policy maker, associazioni ed organizzazione della società civile, inclusi gruppi di giovani e di studenti, per una azione comune volta a promuovere un uso equo e sostenibile delle risorse ambientali.
A livello italiano, nel 2011 la mobilitazione di centinaia di comitati per l’Acqua Bene Comune, associazioni e organizzazioni riunite attorno al Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, ha portato 27 milioni di cittadini italiani a votare il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici.
Anche a livello europeo la mobilitazione e l’interesse su queste tematiche è in costante crescita, numerose istituzioni si occupano di problemi legati all’acqua e le organizzazioni della società civile accrescono i loro coinvolgimento e la loro organizzazioni in reti. Nel novembre scorso a Firenze si è svolta la prima Assemblea del Movimento Europeo per l’Acqua, un network di organizzazioni impegnate per il diritto all’acqua e contro i processi di privatizzazione.
Attualmente la Commissione Europea sta definendo le linee guida della futura politica sull’acqua in Europa, quando nel 2015 si concluderà il periodo regolato dall’attuale Direttiva Quadro sull’Acqua (2000-2015). Nel novembre 2012 la Commissione Europea ha presentato il Piano per la salvaguardia delle risorse idriche europee, con l'obiettivo strategico di garantire che la disponibilità di acqua di buona qualità sia sufficiente a soddisfare le esigenze dei cittadini, dell'economia e dell'ambiente.
In questo quadro, diventa importante porsi e porre delle questioni, incoraggiando la comprensione e la partecipazione dei giovani cittadini europei su queste tematiche, che avranno una grande rilevanza per garantire un futuro sostenibile. Questi piani perseguono davvero la concretizzazione dei diritti? Rispondono davvero alle sfide ambientali, sociali e democratiche di oggi e di domani? La Direttiva 2000-2015 ha avuto successo o possiamo introdurre elementi innovativi per migliorarla?
Numerose in questo senso sono le proposte della Società Civile, che sono state sviluppate in occasione di incontri internazionali come il Forum Alternativo Mondiale dell’Acqua tenutosi a Marsiglia nel 2012. Durante questo evento si è tenuto anche un Forum dei Giovani, con delegati provenienti da diversi paesi europei. L’incontro è stata una significativa esperienza formativa per i giovani cittadini europei, che hanno avuto modo di confrontarsi e di sviluppare strumenti di analisi sulle questioni idriche e approfondire i processi decisionali dell’Unione Europea sul tema.
Troppo spesso, infatti, le politiche europee vengono percepite dalla cittadinanza, e soprattutto dai giovani, come qualcosa di distante e poco conosciuto, su cui non si può avere voce. L’esperienza del Forum dei Giovani ha invece messo in evidenza l’importanza della partecipazione dei giovani europei nei processi decisionali e nell’elaborazione di proposte legate alla tutela e alla gestione partecipata del bene comune acqua.


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    Il murales inaugurato in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua presso la sede dei Rizzi dell’Università di Udine, durante l’incontro preparatorio al Forum della delegazione italiana.
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