diritto all'acqua

1.300.000.000 di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile, un problema su scala globale che figura tra gli Obiettivi del Millennio fissati dalle Nazioni Unite.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità per sopravvivere ogni persona deve disporre di almeno 20 litri di acqua al giorno: se l’acqua è un elemento indispensabile per la vita, il suo accesso dovrebbe essere innanzitutto un diritto garantito dalla collettività. L’acqua poi è anche una risorsa esauribile, dunque l’uso che ne facciamo deve essere sostenibile : deve tenere conto cioè dei bisogni delle generazioni future. L’acqua è un patrimonio comune dell’umanità , una risorsa che andrebbe amministrata nell’interesse e con il concorso di tutti i cittadini, attraverso une gestione non solo pubblica , ma anche partecipativa .

Il CeVi, fondatore del Comitato Italiano per un Contratto mondiale sull’Acqua, da diversi anni si è fatto portavoce di queste istanze presso le istituzioni locali, nazionali ed internazionali, insieme ai movimenti della società civile e alle reti del terzo settore presenti nel Nord e nel Sud del Mondo. Insieme al Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull’Acqua, abbiamo individuato alcune iniziative significative, in ambito urbano e rurale, elaborate con le comunità contadine del Semi-Arido brasiliano e con gli abitanti di Cochabamba e Tapacarì in Bolivia.
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