yaku al sur

Gestione Comunitaria dell'Acqua


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La presente pagina web è stata realizzata nell’ambito del progetto Yaku al Sur, cofinanziato dal Ministero degli Esteri italiano (AID n° 9137) e dal Comune di Udine. I contenuti espressi sono di responsabilità del CeVI e non riflettono necessariamente le posizioni ufficiali dei finanziatori.

Origine dell’intervento
Tutti i principali movimenti internazionali a difesa dell’acqua riconoscono nella Bolivia uno dei luoghi più significativi per l’iniziativa popolare nella gestione pubblica e partecipata di questa risorsa, dopo che nel 2000 Cochabamba è stata teatro della cosiddetta “Guerra della Acqua”, come reazione al tentativo di privatizzarne la gestione in ambito urbano.
La Bolivia è uno dei pochi Paesi al mondo ad aver incluso il riconoscimento del diritto all’acqua nella propria Costituzione e ad aver istituito uno specifico Ministero per guidarne la concretizzazione.
La crescente sensibilità delle istituzioni verso questo tema ha inoltre portato il Governo a farsi promotore di una Risoluzione per il Diritto Umano all’Acqua approvata dall’ONU nel luglio 2010.
- Una panoramica sull’Acqua in Bolivia
- La Carta di Principi per l’Acqua del Coordinamento delle ONG Italiane in Bolivia COIBO
- Campagna Acqua - Internazionale
- L’Acqua nella nuova Costituzione: gli articoli ed un’analisi critica
- ONU 2010: La Risoluzione sul Diritto Umano all’Acqua in Inglese – Spagnolo

L’Acqua a Cochabamba
A Cochabamba la rete idrica dell’impresa pubblica SEMAPA raggiunge solo la zona Nord della città dove risiede la popolazione benestante. Nella zona Sud l’approvvigionamento è prevalentemente gestito attraverso autocisterne private. L’acqua viene poi conservata in fusti di petrolio dismessi, dislocati nel cortile delle abitazioni o lungo la strada. Secondo l’Istituto Nazionale di Statistica (INE) il 62% dei residenti dipende da questo sistema inadeguato: il rifornimento non è costante, ma soprattutto non ci sono controlli di potabilità ed i costi sono molto alti rispetto alle tariffe del servizio pubblico ed in rapporto al reddito medio delle famiglie. A causa delle malattie diarroiche e della malnutrizione, la mortalità infantile risulta pertanto molto elevata: 91 bambini ogni 1000 muoiono prima di aver compiuto i 5 anni (Fonte: INE 2004).
Per sopperire alle carenze dello Stato molti cittadini hanno costituito dei Comitati di quartiere per perforare i pozzi, costruire le reti di distribuzione e gestirle autonomamente: l’INE stima che questi sistemi garantiscono l’acqua ad oltre il 22% della popolazione della zona sud. Molti Comitati sono associazioni informali poco strutturate, altri invece operano da oltre 20 anni e sono in grado di fornire acqua fino a 1.000 famiglie. Ogni utente è anche socio con diritto di voto sulle scelte gestionali e lavora gratuitamente per contribuire alla manutenzione della rete, in sintonia con i modelli tradizionali andini di organizzazione sociale.
- La Guerra dell’Acqua di Cochabamba: resoconto e video tratto dal documentario "The Corporation"
- La Gestione comunitaria dell’acqua
- SEMAPA: una vittoria storica e incompiuta
- MISICUNI: un progetto un impresa + dettagli tecnici

Sintesi del progetto
Il progetto Yaku al Sur (in lingua quechua significa “Acqua al Sud”) sostiene questi modelli comunitari e mira a potenziarne i sistemi di gestione e distribuzione per contribuire a garantire l’accesso all’acqua agli oltre 200 mila residenti nella zona sud.
In particolare, oltre 70 Comitati d’Acqua hanno costituito l’associazione ASICA Sur, per rendere più efficiente il servizio di distribuzione e godere di una maggiore rappresentatività nell’interagire con le autorità ed i vari soggetti istituzionali coinvolti nella gestione dell’acqua. Il progetto interviene facendo perno su questo organismo, diventato un punto di riferimento nella zona sud ed un soggetto autorevole a livello nazionale nel dibattito sui servizi di base.
ASICA Sur lavora per il potenziamento delle infrastrutture idrauliche, svolge interventi di formazione e assistenza su aspetti tecnici, gestionali, organizzativi e legali, promuovendo incontri di scambio delle buone prassi sviluppate in America Latina.
L’iniziativa è inoltre realizzata insieme alla Fundación Abril, per favorire il trasferimento di know-how e la collaborazione tra imprese pubbliche e comunitarie del Sud America; alla Universidad Mayor de San Simon, per attivare un regime di monitoraggio e analisi delle acque; all’ONG Agua Sustentable per promuovere la partecipazione dei cittadini nella definizione delle politiche sull’acqua; al Centro Vicente Cañas per sensibilizzare i giovani della zona sud.
Il progetto vuole inoltre consolidare i meccanismi di partecipazione e controllo sociale esercitati sulle imprese pubbliche che gestiscono il servizio idrico a Cochabamba, per monitorare la realizzazione del Proyecto Multiple Misicuni che dovrebbe ampliare il bacino idrico della città, per sollecitare l’espansione nella zona sud delle reti di distribuzione e fognaria di SEMAPA, per creare spazi di discussione ed elaborazione sul futuro modello di gestione che dovrà garantire la coesione tra sistemi comunitari ed aziende municipalizzate.
Le organizzazioni boliviane sono inoltre affiancate dalle ONG italiane – CeVI (responsabile del progetto), ACRA e CVCS – nella risoluzione dei problemi concreti per l’accesso all’acqua e nella sperimentazione di modelli alternativi che potrebbero aprire nuove strade nella gestione dei beni comuni, facilitando le relazioni con le reti e i movimenti per il diritto all’acqua attivi nel mondo.
Tra i momenti e gli spazi più significativi che il progetto Yaku al Sur sostiene, figurano così tre edizioni della Feria Internacional del Agua di Cochabamba.
Il progetto ha la durata di tre anni (sett 2009 - sett 2012), il Ministero degli Esteri italiano ne supporta la realizzazione con un contributo di € 597.916 su un costo totale di € 1.195.933.

- La Feria Internacional del Agua
- SEMAPA: controllo sociale su un impresa pubblica
- Sostieni il Progetto Yaku al Sur - Micro 125
- Viaggi di conoscenza in Bolivia (Corso Solidarietà per Azioni)


I partner/ reti e altre collaborazioni nel Paese

Partners europei
ACRA - Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina  
CVCS – Centro Volontari Cooperazione allo Sviluppo

Partners boliviani
Agua Sustentable
ASICA SUDD EPSAS - AsociaciĂłn de los Sistemas Comunitarios del Agua del Sur, Departamentales y EPSAS
Red Vida – Vigilancia Interamericana para la Defensa y Derecho al Agua
Centro de asesoramiento multidisciplinario "Vicente Cañas"- CVC
Coordinadora en Defensa del Agua y la Vida
FundaciĂłn Abril

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Aggiornamenti

Proposta per nuova legge quadro acqua
Dopo aver riconosciuto l’acqua come un diritto nella nuova Costituzione dello Stato, in Bolivia si discute sulla nuova legge quadro dell’acqua.
Le organizzazioni sociali e le entitĂ  che prestano il servizio idrico integrato (imprese pubbliche, cooperative e i sistemi comunitari) si sono riunite ed hanno presentato a fine gennaio al Parlamento una proposta di legge generata attraverso diversi incontri e diversi mesi di dibattito.
Una proposta generata dal basso per garantire e regolamentare una gestione dell’acqua para la vida dove viene data priorità d’uso per il consumo umano, per la sicurezza alimentare e per la Madre Terra ovvero per la conservazione del ciclo idrologico.
La proposta inizierà il suo iter parlamentare nelle prossime settimane e sarà uno dei temi centrali del dibattito sul diritto di accesso all’acqua in Bolivia che verrà trattato anche nell’incontro internazionale sull’acqua, organizzato da ASICA SUDD ESPAS e sostenuto dal CeVI nell’ambito del progetto Yaku al Sur, che si svolgerà a Cochabamba nel mese di aprile.
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Lettera aperta al Presidente Evo Morales
Lettera aperta al Presidente della Bolivia Evo Morales e al Vicepresidente Alvaro LineraOscar Olivera, Abraham Grandidier (Presidente di AsicaSur e partner del progetto CeVI "Yaku al Sur) insieme ad altri autori della lettera si rivolgono direttamente al Presidente e al Vicepresidente della Bolivia, con i quali, in passato, hanno condiviso esperienze, ideali e lotte. La lettera è stata scritta dopo il cosidetto "Gasolinazo" ovvero la decisione governativa di aumentare da un giorno all'altro il prezzo della benzina dell'82%. A seguito delle proteste popolari questa misura è stata successivamente ritirata.
La lettera parla comunque della situazione della Bolivia a 360°: "vi chiediamo: fate economia, preoccupatevi della gente più che dei politici vostri nemici, create impieghi, industria, lavoro, costruite solidarietà, fratellanza, generosità".



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